NON È AUSCHWITZ. NON È LA GERMANIA NAZISTA. È UN PRIGIONIERO POLITICO SOTTO LA DITTATURA CUBANA NEL 2026.
La scarcerazione di Alexander Díaz Rodríguez torna a mostrare tutta la brutalità della dittatura cubana: prigioniero politico dell’11J a San Antonio de los Baños, condannato a cinque anni di carcere, è uscito in uno stato fisico sconvolgente, consumato dalla fame, dalla malattia e dall’abbandono, dopo anni di denunce sul suo deterioramento, sul suo cancro alla tiroide senza adeguata assistenza medica e sulle richieste disperate di sua madre affinché venisse liberato prima che fosse troppo tardi. Già dal 2023 si lanciavano allarmi sulla sua condizione critica, e nel 2025 la sua famiglia continuava a chiedere la scarcerazione per tentare di salvargli la vita; vederlo oggi così, ridotto a pelle e ossa, è l’immagine di un uomo che sembra uscito da un campo di concentramento, non da una prigione qualunque.

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